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Recensione di “Vi sento-L’arte di Amedeo Modigliani”

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Autore: Diego Luschi

Casa editrice: Viola Editrice

Anno di pubblicazione: 2020

Genere: Monografia d’arte

Trama: Avete mai pensato che le idee possano esser espresse oltre alle parole, e che non siano soltanto il susseguirsi di lettere, ma incastonate in uno sguardo, in un cruccio della bocca, in una posa, rappresentate da immagini potenti che colpiscono forte allo stomaco lasciando completamente inermi? Forse non lo sapeva neanche Modigliani, o forse sì, quando partì per Parigi, ma tutta la sua vita è stato questo: una continua ricerca, uno studio senza tregua, su come rendere giustizia a una vita, come far assaporare le immense diversità che ogni uomo e ogni donna portano inevitabilmente dentro. Come sono nati quei volti? Come hanno potuto racchiudere in pochi tratti essenziali un’anima? Perché nonostante tutto ciò che ha subito l’arte di Modigliani affascina e sconvolge ancora?

Recensione: Sicuramente questo libro si discosta molto dai miei soliti generi letterari però è riuscito a stupirmi piacevolmente. Abbiamo a che fare con Modigliani pittore e scultore italiano, famoso sopratutto per i suoi ritratti caratterizzati da volti sottili e colli molto allungati. Partendo dall’immagine impressa in memoria di alcune delle sue opere più celebri, ho voluto approcciarmi così a questa lettura, in modo da dare un contesto a ciò che leggevo. L’autore da voce al pensiero di Modigliani, costruendo una sorta di diario dei suoi anni più importanti dal punto di vista artistico e mescolando una ricerca minuziosa di informazioni e pura fantasia. Quello che ne viene fuori è una sorta di flusso di pensieri che ha accompagnato il pittore in quegli anni e di descrizioni di incontri importanti che ne hanno influenzato la ricerca della propria strada nel mondo della pittura e della scultura. Emerge la personalità di Modigliani: avida di conoscenza ma allo stesso tempo lontana dagli schemi mentali tipici del periodo, estroversa sotto certi aspetti e introversa per altri, profondamente tormentata e allo stesso tempo in pace con sé stessa. Emerge il bisogno di definire all’interno di quei volti dipinti e scolpiti la vera essenza dell’uomo, l’anima della persona. Lo stile di scrittura è complesso, ricercato e quasi poetico. È una sorta di accompagnamento stilistico alla ricerca artistica del personaggio, impreziosito da parole sublimi e da forme narrative altrettanto suggestive. In questo caso non c’è bisogno di definire il contesto o di descriverlo in maniera minuziosa; siamo dentro al mente di un uomo, affianco a lui in un percorso di crescita artistica e di ricerca personale, siamo oltre il pittore come semplici spettatori della nascita di un grande artista. Ho amato molto l’analisi psicologica che ne emerge. Come diversi pittori, anche Modigliani ha avuto una vita turbolenta: alcol, droghe, vita sregolata e un grave problema di salute. Ognuno di questi aspetti ha avuto un ruolo decisivo nelle varie scelte di vita così come lo hanno avuto i vari incontri con personaggi importanti, amici, donne e mentori. Nonostante tutto Modigliani è sempre stata una personalità estroversa, incapace di rimanere all’interno di canoni prestabiliti e bisognoso di definire la sua natura di artista. Una natura dettata sopratutto dalla necessità di esprimere attraverso le proprie opere quello che è l’animo umano, ogni suo aspetto e ogni sua sfaccettatura senza però sminuirlo oppure falsarlo. Sicuramente un’ardua impresa che attraverso la lettura del libro, capiremo se sarà riuscito a portare a termine. Infine posso dire che ci sono due aspetti che non mi hanno convinto del tutto ma per il semplice fatto che a me hanno creato un po’ di confusione. Il primo riguarda i dialoghi non distinti nettamente dal resto della narrazione e il secondo ha a che fare con i continui salti temporali, senza una sequenza logica degli eventi. A mio parere queste due forme di scrittura sono state un po’ confusionarie e hanno reso un po’ più lenta la mia lettura. Libro ovviamente consigliato, non solo a chi ama l’arte ma anche a chi vuole sentirsi vicino come persona ad un artista famoso, categoria spesso mitizzata ma poco conosciuta realmente. Poco importa se le parole usate non siano veramente quelle dette da Modigliani; mi piace pensare che Luschi abbia colto l’anima del pittore all’interno della sua opera e anche lui abbia portato a termine la sua ricerca di verità.

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