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Recensione di “Signora di Avalon”

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Autore: Marion Zimmer Bradley

Casa editrice: Harper Collins

Anno di pubblicazione: 2020

Genere: Fantasy

Trama: Vi sono luoghi dove i due mondi sono vicini tra loro come le pieghe di un drappo. Uno di questi luoghi è quello che gli uomini chiamano Avalon. Qui, nascoste dalle nebbie che separano il regno di Faerie dal mondo degli uomini, tre sacerdotesse dell’Isola Sacra preparano il terreno per l’avvento del difensore, il leggendario Figlio di Cento Re, l’uomo destinato a salvare la Britannia… Per Caillean, che è stata costretta a lasciare la Casa della Foresta portando con sé Gawen, giovane erede di una mitica stirpe reale, la salvezza non giunge attraverso la vittoria sui Romani invasori ma attraverso il più amaro dei sacrifici. Due secoli dopo Dierna, la nuova Signora di Avalon, è chiamata a fronteggiare un nuovo, crudele nemico venuto dal mare, e per salvare la sua gente dalle incursioni dei Sassoni deve guidare Avalon tra i burrascosi flutti della politica con forza, saggezza e amore. Eppure, quando la giovanissima Viviane viene convocata sull’Isola per essere iniziata agli antichi Misteri, la Britannia sembra irrimediabilmente perduta. Poi, però, i Druidi eleggono un nuovo Merlino, e tutto a un tratto il giorno in cui si compirà la profezia e il difensore tornerà per portare la pace in quella terra dilaniata dalle guerre non sembra più così lontano… Ambientato tra il 96 e il 452 d.C., “Signora di Avalon”, riproposto in versione integrale e nella traduzione di Flavio Santi, ripercorre la storia dell’Isola Sacra, vero cuore della Britannia, a partire dai tragici eventi che concludono “La Casa della Foresta” e fino a quelli immediatamente precedenti ai fatti narrati nelle “Nebbie di Avalon”. E lo fa attraverso la vita di tre delle sue sacerdotesse più potenti: Caillean, Dierna e Viviane, la futura Signora del Lago, custode del santo Graal.

Recensione: Ormai credo sappiano anche i muri che ho un amore viscerale per lo stile di scrittura della Bradley. La sua capacità descrittiva, la sua poetica e la bravura nell’evocare luoghi, eventi e sentimenti, riescono a farmi immergere completamente in ogni momento della storia e a farmi sentire parte integrante del racconto. La Bradley non si limita a descriverne gli aspetti esterni di world building e persone ma riesce anche ad enfatizzare l’introspettivo di ogni personaggio e a farti affezionare anche in poco tempo ai protagonisti del romanzo. In questo libro, questo aspetto è fondamentale perché essendo diviso in più parti, ognuna con un periodo storico diverso, i personaggi cambiano in continuazione. La storia è quella che abbiamo imparato ad amare con “La casa nella foresta”; per questo motivo non posso raccontarvi granché dato che farei spoiler e questa storia va apprezzata in tutti i suoi particolari. Posso solo dirvi che ci ritroviamo ancora nella nostra Britannia e in particolare ad Avalon. Allo stesso tempo però sarà più predominante la presenza dei Romani che ormai si sono insediati nelle terre britanne e stanno cambiando non solo l’assetto politico ma anche il modo di pensare e di vedere il mondo. Ecco che in questo romanzo, per cui, si evidenzia un passaggio sostanziale di pensiero che poco alla volta influenzerà anche la percezione di genere, ruoli e credenze. In particolare, la Bradley ha sempre dato molta importanza alle figure femminili, vere e grandi protagoniste di tutta la storia, a volte in maniera evidente e altre in maniera più velata. Con l’arrivo dei romani e in seguito con quello del Cristianesimo, tutto si modifica e si distorce. Le donne vengono pian piano emarginate e relegate ai ruoli di accudimento e generativo. Tutto il potere politico, decisionale e carismatico, viene piano piano sostituito con una posizione più marginale e a volte ciò che prima era permesso, ora è addirittura proibito. La donna diviene uno strumento seduttivo del male e della corruzione, capace solo di tentare gli uomini più puri e di influenzare negativamente le sorti del mondo. Vi ricorda qualcosa? Ovviamente si stanno gettando le basi per quella che sarà la visione futura del genere femminile e che ritroveremo spiegata ancora meglio nel prosieguo della saga. L’aspetto mistico poi è un altro tema predominante nelle opere di questa autrice. Il rapporto con il divino e la natura, il confine tra ciò che è reale e ciò che sembra, la ricerca di un potere superiore al quale affidarsi e chiedere aiuto, sono temi onnipresenti. Molto interessante anche a riguardo, la centralità del femminile e l’importanza della ricerca di un equilibrio tra elementi opposti, come maschile e femminile, luce e tenebra, vita e morte. Avalon che è sempre stata il fulcro di tutta la spiritualità e anche della femminilità, si ritrova a doversi avvolgere dalla nebbia per proteggersi dagli attacchi esterni. Continua a vivere il proprio mondo, convinta di non subire le influenze esterne; eppure le cose cambiano anche in essa, quasi involontariamente e sarà impossibile isolarsi completamente o non cambiare insieme al mondo. Più si va avanti con gli anni e più intorno ad Avalon si crea una nebbia ancora più spessa, impenetrabile, che non solo terrà fuori gli estranei ma confonderà e metterà in pericolo anche le donne che la abitano. Ho trovato una forte simbologia in questo aspetto. Più si cerca di proteggersi dai cambiamenti e più abbiamo l’illusione di non venirne scalfiti; eppure questi ci influenzano con il passare del tempo, anche indirettamente e allo stesso tempo ci rendono portatori stessi del cambiamento che avremmo voluto evitare. Neanche ci si ricorda più come si era stati in origine e tutto sembra divenire normale e naturale. A volte è la nostra stessa chiusura a farci abituare alle ingiustizie e ai soprusi, dimenticandoci di come potremo essere e di cosa potremo rivoluzionare. Altro aspetto piacevole di questa lettura è stato il vedere l’evolversi degli eventi che porteranno a quella parte di storia più conosciuta, presente nei volumi de “Le nebbie di Avalon”. Ecco che si delineano gli elementi necessari ai fini della trama e a fine lettura faranno la loro comparsa personaggi a noi già noti. Questo libro, così come tutta la saga, è per i veri cultori del fantasy, per chi ama quando storia e fantastico si mescolano in una sorta di realtà alternativa, capace di catturarti e di farti credere che certe cose sono possibili, realizzabili, esistenti. La magia, a differenza del primo volume, è un elemento fortemente presente. La Bradley è capace di usarla in maniera realistica e e di incastrarla perfettamente agli aspetti più storici della storia. Difatti spesso si ritrova la spiegazione quasi logico-razionale dell’evento magico, in modo da lasciare nel lettore quel dubbio necessario a credere che tutto sia possibile e che cose inspiegabili possano avere in realtà una spiegazione (come no! Perché in fondo a noi piace credere alla magia). Interessante a tal proposito, l’effetto che questa ha sulle menti delle persone e in particolare sulle stesse che ne fanno un “utilizzo” (o che almeno così credono). Per cui non vi ritroverete a dire “tutto ciò è impossibile” ma sono a riflettere su quanto il confine tra realtà e soprannaturale sia davvero sottile. Credo che a breve mi immergerò nuovamente nel mondo de “Le nebbie di Avalon” perché a mio parere una lettura a fine prequel, ha tutto un altro significato e si arricchisce di aspetti che prima potevano passare inosservati. Provare per credere!

8+

8 Risposte a “Recensione di “Signora di Avalon””

  1. Sembra un libro davvero molto interessante! Qualche anno fa lessi “Avalon” o una cosa simile ma ero troppo piccola per apprezzarlo completamente. Credo che sia giunto il momento di dargli un’altra chance!

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  2. Una recensione davvero curata, completa e che trasuda la passione che nutri per questa scrittrice. Personalmente è un titolo che ho in wishlist da tantissimo, perché le tematiche mi interessano ma non ho ancora trovato mai la forza di comprarlo.

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  3. Molto interessante anche se ho sentito pareri molto contrastanti, non credo sia il mio genere ma mai dire mai😉❤️

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