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Recensione di “Pelle d’Asino”

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Autore: Cécile Roumiguière, A. Maria, F. Mazzurana

Casa editrice: Rizzoli

Anno di pubblicazione: 2020

Genere: Narrativa per ragazzi

Trama: Un re, distrutto dalla perdita dell’amata moglie, vuole sposare la sua stessa figlia. Ma il sacrificio di un asino magico e l’aiuto di un’astuta madrina condurranno la tenace principessa verso la libertà… e verso l’amore. Tra le più antiche fiabe mai raccontate, “Pelle d’Asino” torna a incantare i lettori in una nuova versione arricchita dalle suggestive illustrazioni di una giovane artista americana.

Recensione: Pelle d’Asino è una fiaba magica di altri tempi. Poco conosciuta a molti, è andata un po’ persa e ha subito variazioni e riadattamenti influenzati da varie credenze comuni. Leggendola ricorda molto i topoi comuni di fiabe più conosciute. Ritroviamo la disgrazia che segna il punto di rottura e il cambiamento nella vita della protagonista; il viaggio che marca il passaggio dall’età della fanciullezza e dell’ingenuità all’età adulta fatta di consapevolezza. Ritroviamo anche l’aiutante che la supporta nel percorso di crescita insieme agli elementi magici e all’espediente che facilitano la risoluzione dell’evento. Infine ritroviamo il lieto fine a cui spessi ci hanno abituato molte fiabe e che in fondo, ci fanno credere che c’è sempre una via d’uscita. Oltre a questi elementi tipici però, ritroviamo anche caratteristiche più specifiche di questo racconto e che prendono spunto da credenze popolari e tradizioni. Primo fra tutti l’elemento dell’incesto: la richiesta surreale e irrealizzabile del padre nei confronti della figlia, denota quella volontà e quel bisogno di definire in modo chiari i confini di ciò che è giusto o non gusto fare. In alcune rivisitazioni questo aspetto è stato cambiato perché soprattutto nei riadattamenti per fanciulli, non si potevano ritrovare elementi così imbarazzanti. Un altro aspetto interessante è dato dal fatto che il padre accecato da questa volontà assurda rinuncia ad una delle cose a cui teneva di più, il suo asino, sacrificandolo sotto gli occhi di tutti che increduli assistono a questa pazzia senza però intervenire. Molto interessante a proposito l’analisi della folla; gli stessi autori la paragonano al mondo social di oggi dove le persone assistono ad eventi come spettatori, senza intervenire o senza prendere la minima posizione. L’utilizzo invece della pelle d’asino come rivestimento richiama a a riti pagani, a sacerdoti o sciamani che per entrare in contatto con la natura, si vestono con le pelli di animali ritrovando quindi un legame quasi primordiale. Qui è ancora più forte l’unione con il mondo animale perché la veste della Principessa è fatta dei pezzi di tutte le bestie da pelliccia come a voler quasi sottolineare l’appartenenza ad un universo più grande e unico. Sicuramente l’aspetto più evidente è il viaggio interiore che la principessa affronta. Il prendere coscienza del proprio essere, dei propri desideri e di quello che realmente si vuole nella vita. Mi è piaciuto molto come l’aiuto della madrina, figura femminile, rimandi a questa necessità di decidere della propria vita in autonomia e di non sottostare necessariamente ai desideri altrui. Potrei continuare per ora; quando si leggono fiabe, difatti, si potrebbero trovare tantissimi spunti di riflessione perché sono bacini interminabili di tradizioni, insegnamenti e riferimenti alla psicologia umana. Ritornando nello specifico all’opera della Rizzoli, trovo che questa edizione rappresenti al meglio tutti gli aspetti salienti del racconto. Intanto il riadattamento della storia stessa non ha snaturato il senso profondo del libro, piuttosto rimarca alcuni passaggi grazie anche ai cambiamenti di carattere, fonts e grandezza delle parole. Questo stratagemma dona un ritmo alla lettura e la accompagna, indicando quelli che sono i momenti in cui soffermarsi e i passaggi a cui dedicare maggiore attenzione. Il pezzo forte di tutta l’opera però sono le stupende illustrazioni che richiamano a delle vere e proprie operare artistiche di tempi passati. Con uno stile tra il rinascimentale e il simbolismo. Questi piccoli gioielli ci accompagnano nella lettura, donando un volto alla principessa e altri personaggi. Capace di esaltare tutta la bellezza nominata, giocano tra i colori nero e oro, quasi come veri propri oggetti preziosi , enfatizzando la dicotomia luce/tenebra. Se non avete mai sentito parlare di questa storia, l’edizione della Rizzoli sarà una vera e propria gioia per gli occhi; un volume unico nel suo genere, da avere assolutamente nella propria libreria da veri e propri collezionisti di Bookporn.

5+

5 Risposte a “Recensione di “Pelle d’Asino””

  1. Sai già quanto amo questo libro sia per l storia che per l’edizione unica e speciale. Questi libri curati da benjamin lacombe sono bellissimi

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  2. Io questo della Rizzoli lo voglio: ho letto tante recensioni (anche se la tua è davvero tanto attenta ai dettagli e offre davvero una bella analisi) e la voglio!

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