Recensione di “Little Thieves”

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Little Thieves

Autore: Margaret Owen

Casa Editrice: De Agostini

Anno di Pubblicazione: 2024

Genere: Fantasy, Retelling, Young Adult

Trama: Dietro ogni dono si nasconde un debito. Lo sa bene Vanja Schmidt, sottratta a un destino spietato da due oscure dee, Morte e Fortuna, che adesso tendono la mano per reclamare il loro risarcimento. Il prezzo da pagare, però, è troppo alto e a Vanja non resta che una cosa da fare per riprendere il controllo della propria vita: pensare soltanto a se stessa, lasciando da parte ogni scrupolo. A offrirle, suo malgrado, questa opportunità è la principessa che serve, Gisele von Falbirg del Consacrato Impero di Almandia. Prendere il suo posto è semplice, grazie al filo di perle incantate che la “trasforma” nella sua vittima e le permette di cacciarla dal palazzo. E ancora più semplice è svuotare i forzieri dei ricchi nobili che la circondano, per finanziare la sua fuga. Inizia così la sua doppia vita: principessa di giorno e inafferrabile ladra di notte. I suoi furti sconvolgono a tal punto l’alta società da mettere sulle sue tracce Emeric, un giovane sottoprefetto incaricato di indagare sulla misteriosa ladra, che potrebbe rivelarsi un avversario molto più insidioso del previsto… A un passo dalla libertà, però, Vanja offende la dea sbagliata e viene maledetta. Avrà due settimane per fare ammenda, oppure sarà condannata a una fine terribile. Come se non bastasse, anche Emeric inizia a sospettare qualcosa e le si avvicina sempre più pericolosamente. Riuscirà Vanja a scampare al suo infausto destino o sarà lei, stavolta, a lasciarsi sottrarre ciò che ha di più prezioso?

Recensione: Ormai se mi conoscete un po’ e se le leggete da un po’ di tempo le mie recensioni sapete bene quanto io ami i retelling, soprattutto quelli che riscrivono in chiave diversa fiabe e leggende popolari. Per questo motivo non appena ho letto la trama di “Little Thieves” ho capito subito che questo libro poteva darmi tanto e conquistarmi come sanno fare solo questo tipo di letture. Avendo poi apprezzato serie come “La strega e l’inverno”, non potevo farmi sfuggire questa storia dall’ambientazione molto simile.

Little Thieves è un romanzo con un’impronta giovanile, sottolineata dall’utilizzo della prima persona come voce narrante. Questa cosa, all’inizio, mi ha fatto storcere un po’ il naso perché in tutta sincerità nei fantasy apprezzo molto di più l’utilizzo della terza persona che facilita a mio parere l’approfondimento di ambientazione e world building. Man mano che andavo avanti con la lettura, mi sono dovuta ricredere. In questo libro, la prima persona funziona eccome! Vanja è spavalda, furba, a volte subdola e soprattutto sarcastica. Sentire la storia raccontata direttamente da lei, ha fatto emergere in maniera significativa tutte queste sue caratteristiche e l’ha resa una protagonista interessante, simpatica e approfondita in tutte le sue sfaccettature. 

Ho apprezzato anche i vari personaggi secondari: l’autrice è stata brava a non banalizzare tutti gli altri ma ha caratterizzarli psicologicamente, a volte rendendoli ancora più interessanti di Vanja stessa. 

La storia si alterna temporalmente tra una sorta di presente e un passato fiabesco: alcuni capitoli sono dedicati a un racconto che altro non è che la storia passata di Vanja e di Gisele. Ho trovato questo espediente molto interessante e piacevole, capace di darci le giuste informazioni senza tuttavia appesantire la narrazione principale. 

Ciò che rende accattivante questo libro è soprattutto l’importanza che viene data alle relazioni in tutte le loro forme: relazioni di amicizia e di risentimento, le relazioni sentimentali in tutte le loro diverse sfumature e le relazioni di riscatto e di rivalsa. I vari legami vengono analizzati nel loro profondo, evidenziando e dando importanza alle emozioni e ai sentimenti che ogni personaggio prova. 

La storia è ricca di intrighi di corte, di tòpos tipici delle fiabe, di avventura e di sfide da affrontare; come ogni fiaba che si rispetti, il lettore si troverà a dover riflettere di fronte a una sorta di morale che si svelerà man mano che Vanja cercherà di trovare una soluzione alla sua maledizione. 

Ovviamente gli elementi folkloristici e delle tradizioni popolari hanno reso ancora più accattivante la lettura di “Little Thieves”, facendomi immergere completamente in un mondo fantastico e immaginifico costellato da figure mitologiche come Morte e Fortuna e di creature leggendarie come Gollum e mostri. 

Inutile sottolineare il fatto che in questa storia, non manca il romanticismo; non è eccessivo e i rapporti sentimentali si sviluppano nel tempo, senza l’insta-love o eccessivi slanci di effusioni non giustificate. Anche gli stessi rapporti amorosi sono caratterizzati da una sorta di lotta interiore che rischierà di compromettere un sentimento vero e genuino proprio sul nascere.

Quindi, alla fine di tutto questo, posso dire con certezza che, dopo l’inizio un po’ difficile e lento, “Little Thieves” è riuscito a catturarmi completamente e mi è piaciuto moltissimo, a volte facendomi ridere e altre facendomi arrabbiare; sicuramente mi sono affezionata ai personaggi e alle loro lotte interiori, a tal punto da aspettare con impazienza un seguito (perché si! il finale promette questo!).

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