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Recensione di “La regina del Nulla”

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Autore: Holly Black

Casa editrice: Mondadori

Anno di pubblicazione: 2021

Genere: Romance Fantasy

Trama: Lui porterà la corona e il trono alla distruzione. Il potere è più facile conquistarlo che mantenerlo: un’amara lezione che Jude ha dovuto imparare sulla propria pelle dopo aver accettato di liberare dal suo controllo Cardan, il re malvagio, in cambio di un potere sconfinato. Ora la ragazza, Regina degli Elfi esiliata e mortale, ancora sconvolta dal tradimento di Cardan, attende solo il momento in cui potrà riprendersi ciò che lui le ha sottratto. L’occasione propizia si presenta grazie a Taryn, la sua gemella, la cui vita mortale è in pericolo. Per salvarla Jude sarà infatti costretta a fare ritorno alla corte del re e a fare i conti con i sentimenti che prova per lui. Ma nulla è come lo ha lasciato. Una guerra feroce è in arrivo e Jude finisce per esserne coinvolta. Quando poi un maleficio potente e fino a quel momento silente si diffonde, generando il panico ovunque, sarà costretta a scegliere tra la sua ambizione e la sua umanità.

Recensione: Sapete quando si parte prevenutX per una lettura e invece si rimane piacevolmente stupitX? L’intenzione era quella di terminare una trilogia iniziata molto tempo fa ma che non mi aveva catturato del tutto. Il motivo principale stava nel fatto che  fondamentalmente questo è un Romance Fantasy , un genere che difficilmente riesco ad apprezzare per la centralità della love story, proprio per la mia vena poco romantica.  Invece questo terzo volume per me è stato una piacevole scoperta dato che Holly Black mette un po’ da parte l’aspetto Romance per dare più spazio al Fantasy. Innanzitutto c’è da dire che ho sempre apprezzato la scrittura della Black, sin dai tempi di “Nel profondo della foresta”, in quanto l’autrice scrive in una maniera fluida, piacevole e godibile. Lo stile è semplice , molto chiaro e mai troppo impegnativo. Sicuramente il mondo descritto dei Fae cattura l’attenzione del lettore e lo catapulta in un immaginario fantastico fatto di creature, usanze, magia e folklore che stuzzicano la curiosità. Il problema riguardo questo aspetto che ho riscontrato in tutta la trilogia sta nel fatto che la scrittrice  non approfondisce il World Building , lo accenna senza entrare nello specifico, creando per cui una sorta di bozza di un mondo fantastico che poteva essere ben illustrato. Eppure è un contesto che abbiamo imparato a conoscere col tempo, anche in altre opere dell’autrice e al quale, vuoi o non vuoi ci si affeziona. La base è sempre molto buona e il potenziale c’è; resta però a mio parere sempre troppo superficiale. L’epilogo  di cui stiamo parlando,  si concentra principalmente sullo scontro tra Cardan, Jude e i loro nemici (tranquilli evito lo spoiler come sempre!). Gli intrighi di corte eh gli aspetti politici/strategici diventano il fulcro di tutta la narrazione e finalmente i personaggi giocano a carte scoperte, rivelando la loro vera natura e le loro intenzioni. A questo proposito, fondamentale sarà la figura del patrigno di Jude e il loro rapporto estremamente ambiguo (cosa per me incomprensibile ma che ai fini della narrazione, regge bene). Anche le sorelle di Jude assumono più dinamicità e spessore, smettendo di diventare solo elementi di contorno romance. Per quanto riguarda i protagonisti invece, posso dire di aver preferito il Cardan di questo volume, a mio parere molto più maturo e più incentrato nel suo ruolo di Re e responsabile dei suoi sudditi. Jude inizialmente era la stessa fastidiosa protagonista di sempre; nella seconda parte invece a mio parere c’è stato un cambiamento. Tutto avviene nel momento in cui il suo pensiero principale non è più “amo  o no Cardan” ma diventa “devo proteggere il mio regno e il mio popolo”; finalmente si realizza come personalità unica e indipendente da Cardan ( cosa che prima avveniva nel bene o nel male). Oltrettuto emerge anche la sua ambizione nel raggiungere diversi scopi che pur sembrando egoistici, la fanno sembrare finalmente vera e con carattere. I miei personaggi preferiti restano comunque i tre Fantasma, Blatta e Bomba. Peccato per il poco approfondimento, essendo personaggi molto secondari ma sarei ben propensa a leggere una novella sul loro conto. La storia a mio parere poteva essere sviluppata meglio sin dal primo volume. Piuttosto che puntare inizialmente tutto sulla diatriba tra i due che “si odiano ma sanno tutti che poi finiranno per stare insieme”, si poteva approfondire maggiormente il rapporto tra i vari regni, le diatribe tra regnanti e gli squilibri di potere, le storie del gruppo di amici di Cardan e le vicende legate ad altri come appunto il trio di spie. La stessa infanzia di Cardan a mio parere, è stata solo marginalmente trattata e sicuramente era un punto fondamentale per capire a fondo il personaggio. Sicuramente però spesso dimentico il genere in cui mi sto immergendo e solo dopo comprendo che non posso pretendere di cambiare le caratteristiche peculiari di un libro. Tuttavia la Black all’ultimo ha voluto dare un’altra impronta alla storia che sicuramente lascerà un po’ a bocca asciutta gli amanti dell’inciucio mentre avrà reso un pochino più felice me che non sono rimasta scontenta dall’aver completato la lettura della trilogia.

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5 Risposte a “Recensione di “La regina del Nulla””

  1. Sono contenta di sentire che il fantasy ha più spazio. Lo terrò in considerazione per quando avrò voglia di qualcosa di poco impegnativo

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