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Recensione di “Ickabog”

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Autore: J. K. Rowling

Casa editrice: Salani

Anno di pubblicazione: 2020

Genere: Narrativa per ragazzi

Trama: C’era una volta un regno chiamato Cornucopia. Una minuscola nazione ricca e prospera, famosa per i suoi formaggi, gli ottimi vini, i dolci deliziosi e le salsicce succulente. Sul trono siede un sovrano benevolo, Re Teo il Temerario, le cui giornate trascorrono pigre, tra banchetti sontuosi e battute di caccia, con la fida compagnia dei suoi lord, Scaracchino e Flappone. Tutto è perfetto… O quasi. Secondo la leggenda, infatti, un terribile mostro è in agguato nelle Paludi del Nord. Ogni persona di buonsenso sa che l’Ickabog è solo una leggenda inventata per spaventare i bambini. Ma le leggende sono strane e a volte prendono una vita propria… Quando questo accade, toccherà a due giovani amici, Robi e Margherita, affrontare un’incredibile avventura e svelare una volta per tutte dove si nasconde il vero mostro. Solo così speranza e felicità potranno tornare a Cornucopia.

Recensione: La Rowling torna ad intrattenerci con una fiaba che all’apparenza sembra scritta per i più piccini ma ad un occhio più attento sarà chiaro come veicoli messaggi dedicati anche ai più grandi. L’ickabog è un mostro (o forse non lo è?) che incarna la paura comune contro la quale ci troviamo a lottare tutti i giorni e che pur non avendo mai visto, unisce tutti in una sorta di tragico e spaventoso destino condiviso. Eppure questa fiaba ci insegna prima di tutto che ciò di cui dobbiamo avere realmente paura è “la cattiveria” dell’uomo, in tutte le sue forme, dalla più subdola a quella più manifesta. All’interno di questo racconto troviamo tanti temi attualissimi che dovrebbero farci riflettere: la Rowling parla del maltrattamento minorile, della politica corrotta e della prevaricazione sul più debole da parte di chi detiene il potere, soprattutto economico, pur non meritandolo. Parla di tutti questi argomenti ma lo fa con un linguaggio semplice, con una metafora narrativa e a volte con un trasporto emotivo capace di smuovere anche le coscienze più ferme. I nostri veri protagonisti sono bambini e poi adolescenti una volta cresciuti, legati da un profondo legame di amicizia che supera qualsiasi ostacolo, rendendolo forte e indistruttibile nonostante le avversità. Questo legame, oltre a quelli famigliari, sarà quello che aiuterà i nostri due ragazzi a non abbattersi e pensare (così come ogni fiaba ci insegna) che c’è sempre un modo per risolvere i problemi e trovare una via d’uscita. Questa storia è arrivata in un momento preciso della mia vita che, come per molti, si sta dimostrando davvero difficile. Non proprio per la situazione pandemica in sé ma più che altro perché questo momento storico mi sta insegnando che spesso situazioni di questo tipo riescono a far emergere il peggio delle persone, invece che il meglio. “Ickabog” mi insegna che posso trovare ancora positività; nonostante la cattiveria e le ingiustizie, il bene trionfa e le relazioni importanti sono quelle che davvero contano. Capite bene che, nonostante io ormai sia davvero grandicella per il target di questa storia, il libricino appena letto mi ha portato una ventata di positività e di fiducia verso il prossimo che stavo andando perdendo. Inoltre a mio parere è bellissimo il messaggio che la Rowling ha voluto trasmettere attraverso la “nascenza” degli Ickabog: se facciamo del bene, ci ritornerà bene e se facciamo del male, continueremo a vivere in mezzo alla malvagità e al dolore. Oltretutto è molto importante quello che noi adulti trasmettiamo ai più piccoli perché siamo di esempio e i bambini troppo spesso imparano quello che vedono anche se negativo. Infine, vorrei spezzare una lancia a favore di tutto il caos nato in questo ultimo periodo intorno alle opere della Rowling e lo vorrei fare proprio con un elemento trovato qui dentro a questo racconto. L’Ickabog non viene definito né maschio, né femmina; si definisce lui stesso solo “l’Icker”, con la semplice intenzione di prendersi cura della propria prole e di crescerla in un mondo in cui risulti protetta da pericoli e malvagità. A mio parere questo è stato un pensiero davvero positivo e inclusivo che collide un po’ con tutto quello a cui ci ha abituato in questo ultimo periodo l’autrice ma che forse ci fa ben sperare in una periodo chiarificatore anche per lei.

3+

7 Risposte a “Recensione di “Ickabog””

  1. Recensione interessante che da molti spunti! sopratutto come questa storia che come dici sembra per piccini in realtà insegna qualcosa anche ai grandi!Questo libro potrà essere momento di svago con la famiglia in questo periodo storico difficoltoso. Bella recensione complimenti <3

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    1. Come detto precedentemente, ci tengo a precisare che i ricavati di questo libro, andranno devoluti completamente alle persone colpite fortemente dal Coronavirus

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    1. rispetto tutte le decisioni circa la lettura delle opere della Rowling; io per esempio come ho detto, faccio sempre distinzione tra autore e opera. Volevo solo precisare che il ricavato delle vendite di questo libro, saranno interamente dedicate alle persone fortemente colpite da coronavirus in Inghilterra e nel mondo.

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