Recensione di “Come Petali nel Vento”

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Autore: Hika Harada, Daniela Guarino (Traduttrice)

Casa editrice: Garzanti

Anno di pubblicazione: 2023

Genere: Saga Famigliare, Società e Cultura

Trama: Giappone. È la sera di Capodanno e Miho e Maho, ancora bambine, ricevono dalla nonna Kotoko una prima paghetta tutta per loro, accompagnata da queste parole: «Il modo in cui spenderete i soldi può decidere la vostra vita». Le due sorelle sono troppo piccole per capire, e si comportano in modo opposto: Miho li spende subito per qualcosa di futile; Maho invece compra un borsellino per custodire quelli che guadagnerà in futuro. A vent’anni di distanza, Miho ripensa a quell’episodio quando scopre che il fidanzato vorrebbe che lei smettesse di lavorare dopo il matrimonio. Non avendo mai messo nulla da parte, ciò vorrebbe dire perdere la propria autonomia. Solo ora capisce il vero significato delle parole della nonna: l’indipendenza economica è la cosa che conta di più per una donna. Maho lo sa bene: nel corso degli anni è riuscita a risparmiare molto più della sorella. Il suo segreto è semplice, non ha mai smesso di compilare il taccuino che, nella sua famiglia, si tramanda di donna in donna. Un taccuino speciale su cui segnare tutte le spese. Maho non ha dimenticato l’insegnamento di Kotoko e ha così assicurato una libertà possibile a sé e a sua figlia. Un futuro possibile. Perché siamo come petali in un fiume e il corso dell’acqua incontra mille ostacoli, si districa in mille anse, ma se non perdiamo di vista un ramo a cui aggrapparci nessuna cascata riuscirà a sopraffarci. È quello che Miho capirà facendo proprio l’insegnamento delle sue antenate. Da un’autrice pluripremiata la storia di tre generazioni di donne che si confrontano con tradizioni antiche e moderne. Tutte alla ricerca della propria strada, della propria indipendenza e della capacità di decidere del proprio destino.

Recensione: Come avevo già detto in una recensione precedente, il mio approccio alla lettura giapponese non si è interrotto con quella singola lettura ma ha continuato con l’esplorazione di questo stile, attraverso altri lavori. Questo perché ho sempre avuto difficoltà a fare mia la scrittura giapponese in quanto si discosta molto dalla mia emotività e dal modo in cui mi piace essere coinvolta nella lettura.

Anche in questo libro emerge difatti una penna velata che insinua un significato ma che non lo esprime in maniera chiara e diretta. Delle volte non vuole necessariamente essere una scrittura profonda e per questo motivo non deve necessariamente insegnarti qualcosa di intimo e di importante, riuscendo a intrattenerti semplicemente con leggerezza e spensieratezza. Questo è l’aspetto che forse mi destabilizza maggiormente con i libri di questo genere perché a mio parere, nonostante lo stile elaborato e riflessivo, sembra non dare niente ma allo stesso tempo racconta in maniera diretta, narrando in modo chiaro ed esplicativo, lasciando poi a noi lettor* la possibilità di decidere cosa vederci dentro.

Anche in questo caso, così come il libro letto pochi mesi fa, sono diverse storie di diversi protagonisti che si intrecciano tra loro, con un filo conduttore comune e in ogni capitolo POV diverso a seconda di chi è centrale nella storia, (un* dei componenti della famiglia oppure un loro amico). La prima a parlare è la figlia minore (inoltre è sempre lei che conclude), seguita dalla maggiore, dalla nonna e da un suo conoscente di 40 anni.

Tutte le storie hanno un argomento centrale che si ripresenta in modo costante: il risparmio. La più giovane vorrebbe risparmiare per avere una casa più grande e per poter tenere un cane, mentre la nonna per esempio pubblicizza una sorta di quadernino di economia domestica che a suo tempo le aveva fatto vedere la madre per tenere sotto controllo le spese di casa (tecnica nata nel 1904, nell’anno della guerra russo-giapponese).

Sicuramente apprezzabile il messaggio che vuole trasmettere: è possibile raggiungere una propria indipendenza economica a tutte le età, nonostante le varie storie personali differenti e i personaggi famigliari che si alternano.

Inoltre è una storia che si legge davvero in poco tempo e che vuole provare a insegnare un modo di affrontare la vita con una leggerezza tipica dello stile orientale.

5+

6 Risposte a “Recensione di “Come Petali nel Vento””

  1. Anche io ho appena finito un libro dello stesso tipo, con varie storie che ruotano attorno allo stesso argomento. La letteratura asiatica non è sempre facilissima per me e come te sto cercando di esplorarla

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  2. Una volta leggevo in pratica solo autori giapponesi poi ne ho perso il gusto negli anni. Questo mi sembra un titolo giusto per riprendere. Le sensazioni che a te sono risultate estranee a me sono vicine

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  3. Lo avevo già notato questo libricino, essendomi appassionata a questo tipo di letterature giapponesi. Quindi grazie per la tua preziosa recensione 🙂 lo leggerò sicuramente.

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  4. Ho letto come saga familiare solo “Anna dai capelli rossi”, un classico della letteratura. Dovrei ampliare la mia cultura su questo genere, vedremo dunque quale scegliere. Grazie per averne parlato!

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